
Bisogna essere realisti, ultimata questa legislatura, insieme ad un sindaco ad oggi non ricandidabile, si perderà qualunque cosa che ad egli ha fatto oggi riferimento. Per molte cose si ricomincerà da capo, il calcio è una di queste, se i proprietari di Hera Hora non avranno l’abilità di vendere a grossi investitori prima che ciò accada.
La guerra è una brutta cosa, divide la gente, ti compra nemici che neanche conosci, ti porta ad uccidere per salvarti la vita, ad esser determinanti per la vita di chi non conosci. I soldati non si scelgono i nemici, i generali si rispettano con gli avversari, i potenti si dedicano alla guerra partendo da una mappa geografica distesa su un tavolo, ma non sono i loro figli a morire, in guerra muoiono solo i figli degli altri e alla fine di tutto sono solo linee di confine che cambiano su quelle mappe, su quei tavoli.
“Qui si fa l’Italia e si muore, dalla parte sbagliata, in una grande giornata si muore, in una bella giornata di sole, dalla parte sbagliata si muore…..”
Non abbiamo letto ancora tanto ……….. per continuare a fare guerre.

Quando sei una persona di cultura e ti diverti a guardare come un gatto sornione da dietro i tuoi occhiali le persone e i loro comportamenti, divertirti a scherzare con le parole, mimetizzarsi e dare l’impressione di essere banale o “ignorante” per scovare tutti i cretini che “monoconoscenti” non vedono l’ora di correggerti. Quando sei intelligente e lo sai, allora puoi scegliere di passare il tempo a competere sbattendo in faccia a chiunque e competendo per guadagnare la priorità, oppure appoggiare il mento sulla ringhiera del balcone e guardare la gente che passa ed ogni tanto proferire una “parola”, piena di contenuti, venduta con ironia, che oggi appare banale e domani ti impone riflessione. Grazie Maestro R.I.P.
Si allungheranno i tempi, si sposteranno i calendari ad autunno, se mai ci fosse stata una vera opportunità di riorganizzare i grandi eventi, non ho bisogno di sentire la sofferenza degli amici del mondo dell’intrattenimento perchè ne percepisco, avendo anche io lavorato dietro le quinte, il dolore, le difficoltà e la disperazione da parte di coloro che da sempre hanno fatto di se stesso impresa e inoltre hanno dato lavoro, eppure sento di ristori dati, di attività finanziate, mi viene il dubbio che o non si sia capito il problema o ancora una volta non si è voluto capire il problema, con il rischio che alla ripartenza o non ci sarà più spettacolo o si saranno creati dei potenti “monopoli” che attraverso i frutti di questa disgrazia gestiranno tutte le attività del domani.
Nelle guerre c’ sempre chi vince e chi lo fa stravince.

Chi di Voi ha figli in età o chi c’è già passato sa che momento determinante è quello della
conoscenza dei consuoceri. Il terrore di pensare: “con chi ci andiamo ad imparentare?”
Tra questi personaggi chi non vi augurereste venisse a casa vostra
a “spiegare” il matrimonio? Leggi il resto dell’ articolo »

Una chiusura forzata di un anno avrebbe dovuto essere utilizzata per provvedere o quanto meno iniziare le operazioni manutentive-strutturali nei plessi del pubblico spettacolo, in special modo quelli pubblici. Si riaprirà un domani senza che nulla sia cambiato, anzi sarà tutto peggiorato. Impianti inadeguati, verifiche strutturali disattese, palchi non verificati. Purtroppo la misura del disinteresse della politica per questi problemi si legge anche nella scelta della governance degli organismi di controllo più vocati a visioni politiche che a competenze sul campo pratiche.
“La strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni”. Ecco perché come sempre l’unica cosa che non mi preoccupa non è il futuro, poiché questo verrà dopo il presente e se mi dovessi attardare non mi aspetterà, ma mi preoccupa il ruolo che in questo futuro io dovrò avere. Ho sempre guardato alle guerre come a quei momenti in cui finita una partita nel gioco delle carte le si rimischia per ricominciare una nuova partita.
… Ad un certo punto, il preside del III Scientifico ci comunica che dobbiamo uscire e tornare a casa, avevano rapito Aldo Moro e si temeva che qualcosa di più grave potesse succedere

AUGURIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII Zio Giorgio! Le tue vignette mitiche hanno accompagnato la mia adolescenza e la formazione alla satira, delicata, irriverente ma mai offensiva e rivolta contro tutti, senza lecchinaggio dei potenti